ÿþ<html> <head> <link rel=stylesheet href="../../style1.css" type="text/css"> <title> prova</title> </head> <body bgcolor=#ffffcc> <div style="width:510px;"> <h1><a href="../indexatt.htm"> Back</a></h1> <center> <h2>Inchiesta sulle omonimie all'<u>uni</u>versità di <u>Ba</u>ri</h2> </center> <h1><p align="justify"> CASI DI OMONIMIE ALLíUNIVERSITA' DI BARI<br> <br><br> Noi della Compagnia Vidar abbiamo deciso di svolgere un'inchiesta sulle omonimie nelle cattedre universitarie di Bari. Io (Leanna) e Anna il giorno Venerdì 24 marzo ore 19:00 circa ci siamo dirette nella facoltà di giurisprudenza, ed una volta addentrateci nei meandri dell'università abbiamo iniziato a vagare nell'ignoto (non c'era anima viva..). <img src="../../img/fotoateneo.jpg" boreder="0" vspace="5" hspace="5" align="left">Dopo molte ricerche abbiamo trovato un gruppo di giovani che con molta indifferenza e con banali scuse ci hanno licenziate senza fornirci alcuna informazione (in realtà non hanno neppure ascoltato la nostra domanda.. forse temevano che li mangiassimo.. o che vendessimo enciclopedie). Dopo questa delusione siamo riusciti a parlare con due giovani che si sono resi molto disponibili pur non potendoci fornire molte informazioni però ci hanno dato qualche consiglio. Meglio di nulla.<br> Uscite dalla facoltà non molto soddisfatte ci siamo chieste ma questi sanno cosa succede nel mondo e anche all'università? Oppure hanno le stesse conoscenze che hanno riguardo le parentele che sono allíinterno della loro facoltà?<br> Io e Anna però abbiamo voluto continuare la nostra indagine e andare a fondo a questa situazione.<br> Era il 10 aprile di Lunedì mattina. Troviamo parecchi studenti ma.. non sapevano neppure dove si trovassero degli elenchi con i nominativi dei professori. Buh. Forse erano tutte matricole..<br> Molti si rifiutano anche di ascoltarci oppure sostengono che non esistano parentele nelle cattedre di giurisprudenza. <br> Sarà vero? Proprio vero non è. Finalmente troviamo un gruppo di ragazzi molto disposti a sentirci ed almeno loro sostenevano l'esistenza di parentele (finalmente) ma per nostro dispiacere non erano disposti a far nomi: avevano paura di eventuali danni alla loro carriera universitaria, ritenevano che prendessimo i loro nominativi, che avessimo dei microchip, delle telecamere nascoste <br> Va bene! A questo punto decidiamo di continuare da sole andando alla ricerca di elenchi.. ma niente. <br> Finalmente dei ragazzi molto disponibili ci forniscono una guida universitaria con un elenco di tutti i professori..<br> Possiamo dire di aver portato a termine la nostra missione.<br> Questi sono i nostri risultati:<br> <br><br> ANCONA (moglie) (statistica) <br><br> BELVISO Francesco<br> BELVISO Umberto (diritto commerciale) <br><br> COLELLA Gabriella <br> COLELLA Michele <br><br> COSTANTINO Domenico<br> COSTANTINO Giorgia<br> COSTANTINO Michele<br> COSTANTINO Nicola <br><br> DE FELICE Annunziata<br> DE FELICE Paolo <br><br> DICOMITE ex preside ? Valeria (figlia) <br><br> GAROFALO Domenico<br> GAROFALO Luciana<br> GAROFALO Mario <br><br> IANDOLO Elvira<br> IANDOLO Lucia <br><br> LECCESE Massimo<br> LECCESE V. Sandro <br><br> LOIODICE Aldo<br> LOIODICE Isabella <br><br> MARTUCCI Isabella<br> MARTUCCI Sabrina <br><br> PERCHINUNNO Francesco<br> PERCHINUNNO Vincenzo <br><br> QUADRATO Elena<br> QUADRATO Renato <br><br> REGINA Aldo<br> REGINA Armando <br><br> STARACE Pia<br> STARACE Vincenzo <br><br> VIOLANTE Andrea <br> VIOLANTE Paolo<br> VIOLANTE Umberto <br><br> VOLPE Fabrizio<br> VOLPE Luigi<br> <br><br> <br><br> <br><br> <br><br> RASSEGNA STAMPA: <br><br> http://www.repubblica.it/2005/c/sezioni/scuola_e_universita/famibari/famibari/famibari.html <br><br> <br><br> Dopo concorsi pilota, esami venduti e test truccati, nel mirino dei magistrati ci sono ora decine di casi di nepotismo L'università affare di famiglia<br> A Bari mogli e figli in cattedra<br> di ATTILIO BOLZONI <br><br> BARI - La stanza numero 24 è quella del professore Giovanni Tatarano, ordinario di Diritto privato. Suo figlio Marco insegna lì accanto, nella stanza numero 4. Sua figlia Maria Chiara riceve gli studenti proprio di fronte a papà, nella stanza numero 12. <br> Tutta la famiglia in un corridoio. E non come quegli altri, che si sono sparpagliati invece su quattro piani e sopra cinque cattedre. Quegli altri che si chiamano Dell'Atti, tutti parenti, tutti docenti. <br><br> Ma mai tanti e mai tanto esimi come i Massari, nove tra fratelli e nipoti e cugini, probabilmente la tribØ accademica più numerosa d'Italia. Benvenuti all'Università di Bari, benvenuti nella città dove in pochi intimi si spartiscono il sapere e il potere. <br> Buongiorno, dov'è la stanza del professore Girone? "Girone chi?", risponde spazientito il vecchio custode di Economia e Commercio. Girone Giovanni il Magnifico Rettore o Girone Raffaella che Ë sua figlia?, Girone Gianluca che Ë suo figlio o Girone Sallustio Giulia che <img src="../../img/giurisp.jpg" boreder="0" vspace="5" hspace="5" align="right">Ë sua moglie? In ordine, stanza numero 3, stanza numero 26, stanza numero 58, stanza numero 13. E aggiunge, sempre piØ infastidito il custode: "Poi se vuole parlare con un altro parente stretto dei Girone, ci sarebbe pure il dottore Francesco Campobasso, associato di statistica, che è il marito della professoressa Raffaella, quinto piano, stanza numero 19". <br><br> E' cominciato così il nostro viaggio in quel labirinto che è l'Ateneo pugliese, concorsi pilotati, test truccati, esami comprati e venduti, tentate estorsioni e una Parentopoli che è ormai al di là del bene e del male. Lo scandalo sta dilagando. E a Bari, per la prima volta la razza barona trema. Sussurri, voci, grida. Si sta scoprendo un vero verminaio nell'Università dalle più antiche tradizioni delle Puglie. Facoltà dopo facoltà, dipartimento dopo dipartimento. E anche sotto la spinta di una valanga di anonimi. <br><br> Sono tanti i Corvi che volano nel cielo di Bari in queste settimane di paura. Raccontano di tutto e di tutti, spiegano in lunghe lettere (con tanto di allegati grafici e di alberi genealogici) come una mezza dozzina di clan accademici hanno allungato le mani sull'Università. "Arrivano ogni mattina sulle scrivanie dei sostituti con la posta prioritaria", confessa il procuratore aggiunto Marco Dinapoli, il magistrato che coordina le indagini sulla pubblica amministrazione. Denunce di combine nelle commissioni esaminatrici, nomi, cognomi, favori incrociati per piazzare di qua e di là consanguinei o amanti, fidanzati e generi. Ci sono inchieste aperte dappertutto. A Veterinaria e a Matematica, a Scienze delle Comunicazioni, a Cardiologia, a Ginecologia, a Genetica, al Politecnico. Ma Ë Economia e Commercio - dove il rettore Giovanni Girone Ë ordinario di Statistica - che è il cuore della razza barona barese, è in quell'edificio grigio a cinque piani il suq delle cattedre. <br><br> Sono tutte qui le grandi famiglie accademiche, tutte super rappresentate a cominciare da quella del Magnifico fino agli illustrissimi Massari, tre fratelli - Giansiro, Lamberto e Lanfranco - e poi un nugolo di figli ricercatori. Concorsi a regola d'arte, carte naturalmente sempre a posto come vuole la legge. Tanto a vincere sono soprattutto i parenti. Il preside della facoltà si chiama Carlo Cecchi e allarga sconsolato le braccia: "A me i professori me li regalano le commissioni aggiudicatrici dei concorsi: cosa posso fare io? Io non sono mai stato nelle commissioni di esami". <br><br> Senza vergogna e senza pudore una dozzina di clan accademici, anno dopo anno, si sono impadroniti dell'Ateneo. "E' come se ci fosse stata una competizione tra alcuni professori a chi riusciva a collocare più membri del proprio gruppo familiare", commenta Nicola Colaianni, ex magistrato di Cassazione, il docente di Diritto pubblico nominato dal senato accademico a presiedere una commissione d'inchiesta sui buchi neri dell'ateneo. La sua relazione finale l'altro ieri è finita dritta dritta alla procura della Repubblica. <br><br> Ci sono i clan ad Economia e Commercio e ci sono quelli al Policlinico, altro girone infernale della cultura universitaria pugliese. Clan e ancora clan, lo scambio di promesse per un posto di ricercatore o di associato, i figli e i nipoti tutti specializzandi, sempre gli stessi nomi che occupano le stesse cattedre: i Ponzio a Lingue, i Foti al Politecnico e via via tutti gli altri. Fino alle grandi famiglie dei "professori" del Policlinico. Quasi tutti hanno trovato un dottorato di ricerca o un incarico nella stessa clinica del padre o dello zio o del cugino. A Psichiatria. A Ortopedia. A Neurochirurgia. A Endocrinologia. A Chirurgia generale. Un elenco infinito. Con il 40 per cento circa dei figli dei primari nella stessa facoltà dei padri e, molto spesso, nella stessa struttura operativa. Con l'età dei "fortunati" parenti a volte molto sospetta, mediamente dieci anni piØ bassa di quella dei loro colleghi senza blasone. Privilegi di casta e anche qualcosa di più. Come quell'holding che gestiva concorsi con il trucco a Cardiologia, il fondatore della scuola barese Paolo Rizzon arrestato per associazione a delinquere "finalizzata al falso e alla corruzione", secondo i giudici un componente di rango di una sorta di Cupola che "dirigeva" gli affari della cardiologia. E non solo in Puglia. O come il primario di Ginecologia e ostetricia Sergio Schonauer, indagato per avere votato una commissione che avrebbe dovuto giudicare suo figlio Luca per un posto di ricercatore nella sua stessa clinica. E' la prepotente "normalità" di questa Bari universitaria che si sente impunita, Ë l'intrigo alla luce del sole, l'omertà delle complicità estese. Rettore, ma cos'è questa sua Università, una sola grande famiglia? Prima Giovanni Girone travolge con la sua mole un gruppo di giornalisti e si fa sfuggire un magnifico "vaff...", poi si scusa, minaccia la solita querela a chiunque parli o scriva dei suoi e degli altri parenti cattedratici, finalmente si placa e ci fa entrare nella sua stanza. Alle sue spalle due grandi foto, una di Padre Pio e l'altra di Aldo Moro. E alla fine Girone sospira: "I nomi non c'entrano, i concorsi o sono corretti o non sono corretti. E nel caso di mia moglie e dei miei figli Ë stato tutto regolarissimo: quel che conta è soltanto la produzione scientifica". Così parla il Magnifico rettore dell'Università di Bari, l'ateneo delle grandi tribù. (3 marzo 2005) <br><br> <br><br> <br><br> <br><br> <br><br> http://www.bari.repubblica.it/sondaggi/universita.html Parentopoli all'Università <br><br> Il professor Nicola Colaianni ha proposto l'istituzione di cinque clausole di un codice etico per evitare casi di nepotismo all'interno dell'Università di Bari. Sulla sua idea è aperto il dibattito. Ecco le proposte di Colaianni<br> 1. Non invitare i candidati ai concorsi a desistere per lasciar spazio ad altri<br> 2. Non designare nelle commissioni membri collegabili ai candidati<br> 3. Evitare che docenti imparentati tra loro insegnino nello stesso <br>dipartimento o nella stessa disciplina 4. Tenere in considerazione esclusivamente, come titoli validi nelle <br>valutazioni comparative, ricerche già pubblicate e inserite in collane scientifiche 5. Evitare pubblicazioni firmate da padre e figlio<br> www.udubari.it <br><br> <br><br> A CHE ORA PARLANO GLI STUDENTI? <br><br> 50 anni della Facoltà...senza studenti Dicembre 2005 <br><br> In questa giornata di celebrazioni e festeggiamenti per il 50enario della Facoltà di Scienze della Formazione, noi studenti vogliamo imporre un serio momento di riflessione e confronto reale che ci veda partecipi e non solo spettatori passivi di un, per noi, triste compleanno.<br> Constatiamo con rammarico che non sia stata nemmeno presa in considerazione la possibilità di un intervento della componente studentesca, che pure rappresenta il fulcro attorno a cui ruota l'esistenza stessa della facoltà. Eí stata proprio la crescita esponenziale del numero degli studenti ad aver permesso un parallelo e proficuo sviluppo di Scienze della Formazione, accompagnato da un'immagine prestigiosa che, negli ultimi anni, tuttavia, abbiamo visto messa in discussione e infangata.<br> Quale reale confronto ci può mai essere senza la partecipazione e il parere degli studenti? Rischiate di perdere di vista i reali obiettivi del vostro ruolo educativo, diventando chiusi ed autoreferenziali in quella torre díavorio che avete costruito.<br> Reclamiamo la centralità di noi studenti, nessuno ci ha considerati come interlocutori e nessuno ci ha chiesto di intervenire in un compleanno che è un po' anche nostro, noi che siamo il presente e il futuro di questa facoltà.<br> In questa occasione anche gli studenti vogliono offrire il proprio contributo per mostrare l'altra faccia della medaglia, una prospettiva differente da parte di chi vive ogni giorno l'Università con i suoi problemi. <br><br> L'Università degli Studi di Bari, negli ultimi anni in continua e rapida crescita per numero di iscritti, soffre di una costante e sistematica carenza di spazi: aule troppo piccole, laboratori fantasma, isole didattiche inesistenti. Pochi luoghi destinati agli studenti e mal gestiti. In particolare la Facoltà di Scienze della Formazione, tra le più numerose dellíateneo barese, con circa 8000 iscritti, ha a sua disposizione poche aule, mal attrezzate e poco rispondenti alle esigenze degli studenti. E' paradossale come un Ateneo, tra i più grandi e rinomati del Sud, che si dice allíavanguardia consenta ai suoi studenti di ritrovarsi a seguire le lezioni in piedi o seduti per terra.<br> Siamo stanchi di aspettare una sede che ci Ë stata promessa da anni e che giace tuttora nel completo degrado. Abbiamo già speso tante parole a proposito del caso dell'ex Manifattura Tabacchi: sono ormai tre anni che arrivano false promesse da parte dell'Amministrazione. Ma cosa Ë stato fatto in questi tre anni se solo ora parte la gara d'appalto? Quanto ancora dovremo REALMENTE aspettare??? <br> Siamo stati sin troppo pazienti, adesso pretendiamo degli spazi e delle aule decenti e dignitose, perché la dignità va rispettata per tutto il cammino di uno studente e non preoccupandoci solo di indossare toghe inamidate il giorno della laurea<br> E poi la questione numero chiuso. <br> Crediamo che la vera libertà dei saperi passi attraverso il diritto all'accesso e alla formazione senza alcun tipo di sbarramento o filtro all'interno dei percorsi formativi. L'Università deve impegnarsi affinché venga eliminato il numero programmato per i corsi di laurea di ogni livello. Per questo, gli organi di governo dell'Ateneo devono effettuare un maggiore investimento nelle strutture edilizie destinate agli studenti. Il numero chiuso come strumento di soluzione del problema spazi è immorale! L'immoralià <br> Una termine che troppo spesso è stato associato alla nostra facoltà. Quante volte siamo comparsi sulle prime pagine dei giornali? Test truccati, concorsi farsa, nepotismo e parentopoli dov'è finita l'immagine prestigiosa costruita con fatica in questi 50 anni? Chi ci rimette in tutto ciò siamo sempre noi studenti, quelli che hanno conseguito e conseguiranno un titolo accademico presso una Facoltà screditata per la sua dubbia moralità.<br> Pretendiamo il massimo rigore e trasparenza da parte di tutti, studenti e docenti.<br> Vogliamo poter continuare il nostro percorso dal 3 al 2, per ricevere una formazione completa e non a metà. <br> Seppur in un contesto viziato dalla mancanza di finanziamenti verso l'Università pubblica e dallíassenza di interventi mirati al raggiungimento dei requisiti minimi, la facoltà deve impegnarsi a garantire a tutti gli studenti la possibilità di completare l'iter formativo con l'accesso ad una laurea magistrale coerente con il percorso intrapreso.<br> E ricordiamoci di Taranto, troppo spesso considerata la cenerentola di Scienze della Formazione. <br><br> Una situazione che si presenta assai controversa. La facoltà di Scienze della Formazione sarà presto trasferita da Via Deledda alla nuova sede nella Città Vecchia. Questo trasferimento è stato deciso senza chiedere il parere degli studenti e senza neanche interrogarsi su quali siano i pro e i contro.<br> Non siamo merce da trasferire da uno scaffale allíaltro ma non avendo legami nostalgici particolari con la sede di Via Grazia Deledda che, peraltro, ci ha offerto in questi anni solo polveri dellíIlva, vorremmo giustamente sapere se il trasferimento garantirà i servizi adeguati che ci sono stati ostentati e promessi al momento dellíimmatricolazione.<br> Chiediamo di entrare a far parte del processo decisionale, essendo noi i protagonisti dell'Università. <br><br> Per delineare il passato, il presente e le prospettive future della Facoltà di Scienze della Formazione è indispensabile la nostra presenza e il nostro coinvolgimento. Aver dimenticato in scaletta un intervento degli studenti è una grave lacuna, forte di sintomo di disinteresse. Nonostante tutto, ci piace pensare che si tratti solo di una svista, certi che in futuro non si ripeterà. <br><br> Network-UDU Scienze della Formazione <br><br> Ed in più gioca a trovare l'omonimia con il nuovissimo motore di ricerca dell'università di Bari al link: http://web.uniba.it/php/cerca1.php <br><br> <h1><a href="../indexatt.htm"> Back</a></h1> <div style="position:absolute; top:0px; left:140px;"><img src="../../img/ghirigori/matita.gif"></div> <div style="position:absolute; top:0px; left:340px;"><img src="../../img/ghirigori/matita.gif"></div> <div style="position:absolute; top:90px; left:280px;"><img src="../../img/ghirigori/matita.gif"></div> </body> </html>