Nonostante questa attivita' sia stata programmata per il trimestre invernale, la sua completa realizzazione ha trovato i natali solo in giugno per via della difficolta' di molte persone nell'organizzarsi in "pattuglie" e andare a filmare quello che in realta' avviene quotidianamente sotto le case di ogniuno di noi.
Alla fine il risultato dell'intera realizzazione puo' essere attribuito piu' al lavoro di una ronda di interesse che al lavora dell'intera compagnia (nel caso specifico Nikon, Sgargiulo e Mola). Marcello e' stato cosi' ardimentoso (degno di un vero fotoreporter) che per una semplice fotografia di una macchina parcheggiata in terza fila dal buzzurro di turno (in pausa caffe' al bar) e' stato inseguito dallo stesso padrone dell'automobile, reo di aver rubato l'anima alla sua preziosa autovettura (per una foto....)
Cio' che alla fine si e' riusciti a documentare e' tutta una serie di comportamenti "reperibili" in ogni grande citta' italiana ma che a Bari assumono a tratti i toni della farsa, ora della tragedia ora della pirateria e soprattutto di cio' che a buon diritto puo' essere solamente definito con l'aggettivo -Baresita'-.
Ecco la lista dei documenti proposti nel video finale:
A bari la doppia fila e legalizzata e patrocinata dalla stesso creatore di tutte le cose visibili e invisibili. Non e' importante la zona o il quartiere in cui si vuol parcheggiare. E' sempre meglio mettere la macchina in doppia fila che correttamente vicino al marciapiedi; non solo quando e' necessario ma anche (e soprattutto) quando non lo e': non parcheggiare in doppia fila espone al rischio (cioe' sicurezza) di vedersi affiancati da macchine di tutte le dimensioni nel giro di un microsecondo. Il risultato? Non esci piu' neanche se strombazzi per un'ora (non un'ora a chiacchiere: un'ora di orologio = 60 minuti = 3600 secondi).
Che noi sappiamo, Bari e' l'unica citta' in cui a qualunque ora del giorno (a volte anche della notte e non a chiacchiere) se ti va bene, riesci a fare un parcheggio in doppia fila. Piu' verosimilmente, puoi tranquillamente affiancarti a quella macchina che terza fila di fronte al passo carrabile.
Il problema di come dimostrare che tutte le strisce pedonali baresi (e in corrispondenza anche tutte le rispettive rampe sul marciapiedi) sono perennemente e coscientemente occupate da almeno un'automobile, e' stato risolto filmando in ad un'ara non sospetta (circa le nove di sera) un'intera via, da una punta all'altra. Risultato? Delle oltre 15 strisce pedonali dipinte sulla strada, non una era libera anzi, tutte erano occupate su ambo i fronti e non con solo due automobili che spesso non erano parcheggiate neanche in linea con tutte le altre ma invadevano la rampa per gli invalidi. I BARBARI
Non e' assolutamente inconsueto imbattersi in uno dei tanti passaggi a livello di Bari tra le cui sbarre e' rimasta incastrata una macchina: quando si abbassano le barre, dopo un minuto di lampeggio delle luci di avviso, le automobili non rallentano ma accelerano sfidando le leggi della meccanica. Il risultato e' che regolarmente ci rimangono incastrati.
Cio' che avviene regolarmente e' anche l'assieparsi delle automobili luogo tutta la dimensione della sbarra, invadendo la corsia opposta e spesso anche le corsie ce non esistono e che vengono scovate sul momento. Il primo giorno che abbiamo cominciato a filmare le strade della nostra citta' siamo stati subito spettatori paganti (in brutto sangue) di uno di questi ammassamenti (solo per andare a prendere Jacopo che ha fatto il suo consueto quarto d'ora di ritardo)
Che dire... il nostro filmato si intitola "Bari come Beirut". Il giorno di capodanno, gia' alla sette di sera, sembrava di essere i guerra...
Come si presentavano le strade il giorno seguente e' perfettamente immaginabile
Ovunque andavamo era uno slalom tra automobili non parcheggiate, non posteggiate: era semplicemente abbandonate il piu' vicino possibile alla destinazione del corrispondente proprietario
Dannate!! Solo perche' hanno due ri“uote invece che quattro si comportano come se il codice della strada sia in realta' il codice delle automobili: nessun rispetto per segnali, precedenze, posteggi, pedoni e per la lingua italiana